domenica 15 novembre 2015

"Non importa sapere se Dio esiste; importa sapere se è amore"

Il titolo è una frase del filosofo Kierkegaard, citata in un libro di P. Raniero Cantalamessa, "La vita in Cristo". Mi torna alla mente ogni qualvolta ci sono le brutte notizie di azioni malvagie commesse in nome di dio. Evidentemente di un dio con la "d" minuscola, si tratta infatti di un idolo, Di un idolo antropomorfico, vendicativo e spietato come può essere un uomo senza Dio, assetato del sangue delle vittime da immolare sui suoi altari. Antropomorfo e dunque imbevuto degli stessi sentimenti generati da popolazioni devastati da decenni su decenni di guerre, soprusi, angherie. La fede in un idolo porta sempre conseguenze nefaste, come dimostrano i kamikaze che muoiono portando la morte, certi di morire da martiri e certi che il loro misero idolo li ricompenserà oltremisura, vittime dunque e carnefici allo stesso tempo.
Ma l'idolatria non è estranea, in forma più subdola, alle nostre società, dove tante persone si costruiscono propri idoli personali, caratterizzati dall'amplificazione dei propri difetti,dei propri desideri ed anche qui i risultati del culto idolatrico sono spesso letali per se e per gli altri.


Dal grande campionario di commenti di questi giorni, faccio mia questa riflessione di Enzo Bianchi, come riportata da Avvenire:

La riflessione di Enzo Bianchi sulla strage di Parigi.

" La rivolta delle nostre coscienze dovrebbe avvenire non solo quando siamo colpiti nella nostra Europa, ma sempre, quando si scatena la barbarie e uomini, donne e bambini ne sono vittime: si pensi a quanto avviene quotidianamente in Siria o in Iraq… Ovunque un essere umano è ucciso, l’umanità intera dovrebbe sentirsi ferita." (click sul testo rosso per leggere tutto il testo)

L'Occidente non può pretendere di rimanere un'isola felice, magari costruendo grandi muraglie tutt'intorno ai suoi confini. Con immigrazione e terrorismo internazionale stiamo raccogliendo ciò che abbiamo seminato durante il colonialismo e che abbiamo fatto crescere all'ombra di regimi dispotici ma utili agli "equilibri" delle potenze. L'Europa, l'Italia, l'America la Russia e gli altri paesi industrializzati continuano ad esportare tecnologie di morte, continuano a porre in essere politiche economiche di sfruttamento, continuano ad intessere legami economici con governi corrotti e dispotici. Non possiamo pretendere sicurezza nei nostri confini finché continuiamo a partecipare ed alimentare guerre nei confini altrui. Abbiamo globalizzato il mondo, dobbiamo globalizzare la pace.

Il Signore, l'unico vero Dio, amorevole e misericordioso, accoglierà le vittime del male.

"Signore, disarmali! Signore disarmaci!".